Trading e materie prime

Il trading su materie prime o commodities prevede lo scambio di prodotti considerati materie prime quali oro, petrolio, caffè, zucchero, soia ecc. Chiaramente, le materie prime qui elencate sono solo un esempio e la lista è molto più lunga.

Materie prime: Classificazione

Le materie prime possono essere classificate in diversi modi. Uno dei più diffusi e la distinzione fra rinnovabili e non rinnovabili.

Le materie prime rinnovabili sono quelle di origine vegetale o animale che possono essere riutilizzate alla fine di ogni ciclo di produzione e utilizzo. Alcuni esempi di materie prime rinnovabili sono i tessuti di origine vegetale o animale, il legname, i prodotti agricoli, la carne, fonti di energia rinnovabili e così via.

Le materie prime non rinnovabili sono quelle materie prime che sono disponibili in quantità predeterminate o il quale tempo di rigenerazione è estremamente lungo. Pertanto, il consumo delle materie prime non rinnovabili determina la loro diminuzione in natura. Alcuni esempi di materie prime non rinnovabili sono le fonti di energia non rinnovabili come i combustibili fossili e i metalli non metalliferi.

Un ulteriore modo di classificare le materie prime riguarda il tipo.

Bloomberg presenta una lista delle materie prime principali suddivisa in categorie quali Energia, Metalli e Prodotti Alimentari. Una seconda lista di materie prime divise per tipologia può essere trovata su Il Sole 24 Ore.

Materie prime e CFD

Il trading sulle materie prime è permesso agli investitori individuali attraverso uno strumento contrattuale chiamato CFD (Contract for difference) che permette lo scambio delle materie prime senza possederle fisicamente. È da notare che il trading sulle materie prime è influenzato da diversi fattori e può quindi essere analizzato con strumenti come l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale oppure attraverso l’analisi di fattori macroeconomici.

Un esempio può essere dato da Pil e inflazione. Entrambi i fattori hanno un’influenza positiva sul commercio di materie prime. Tuttavia, il Pil ha un’influenza forte mentre l’inflazione più moderata. Ciò significa che una variazione positiva del Pil comporterà un aumento del prezzo delle materie prime mentre una variazione negativa ne comporterà una diminuzione. L’inflazione ha lo stesso effetto del Pil ma l’effetto è più debole.

Altri fattori che possono influenzare il prezzo delle materie prime sono il livello delle loro scorte, i cambiamenti climatici, modifica delle scelte alimentari di un certo paese ecc.

Come si può vedere nel grafico sottostante, la crisi del 2007/2008 ha avuto un’influenza notevole sui prezzi di tutti i prodotti elencati determinandone una forte diminuzione.

Fonte: FAO Food Price Index

Trading di materie prime: conclusioni

Per quanto riguarda il trading di materie prime, è possibile affermare che attraverso i CFD è possibile capitalizzare sui movimenti di materie prime con posizioni long o short. Tuttavia, è opportuno ricordare che nel medio-lungo periodo, gli andamenti possono essere difficili da prevedere proprio perché influenzati da una serie di fattori che difficilmente possono essere considerati contemporaneamente.

Infine, alcune materie prime come quelle agricole sono fortemente influenzate da fattori poco prevedibili come la situazione meteorologica di un certo paese o di una certa area. Altre, come il petrolio, potrebbero essere influenzate dalla scoperta di nuovi giacimenti.t

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