Tasse nel mercato forex

Molti trader alle prime armi si chiedono come funzioni la tassazione sui profitti ricavati dal trading nel mercato Forex. La questione è abbastanza delicata ma cercheremo di spiegarvela nel modo più chiaro possibile. Sono molti gli investitori che non vorrebbero dichiarare i propri guadagni al fisco, mentre ce ne sono altri che credono bisogni aprire una partita IVA per i guadagni accumulati con il Forex. Innanzitutto è consigliabile contattare il commercialista di fiducia a cui esporre tutti i propri dubbi, al fine di ottenere un quadro generale molto chiaro.

Secondo il decreto legislativo 141/2010, entrato in vigore il 19 settembre del 2010, fare trading nel mercato Forex vuol dire eseguire contratti finanziari differenziali, dunque soggetti a tassazione. In alcuni siti web è possibile leggere che i profitti derivanti dal trading nel mercato Forex sono esenti da tasse, a meno che le valute acquistate non siano tenute per più di sette giorni lavorativi prima che siano vendute e che non abbiano un valore che supera i 51.645,69 euro.

Ma la verità è che le tasse nel mercato Forex vanno pagare in ogni caso poiché quella restrizione si riferisce ai profitti in valuta estera e destinati a operazioni commerciali. Infatti è bene ricordare sempre che il Forex non è altro che negoziazione di CFD per cui, a prescindere dal valore dei profitti e alla tempistica di vendita delle valute, le tasse vanno pagate in ogni caso. Dal 2010 infatti l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che le tasse sui guadagni accumulati con il trading Forex venissero pagati e dichiarati.

In cosa consistono di fatto le tasse sui guadagni Forex?

I profitti acquisiti con il trading Forex vengono tassati con un’aliquota del 20% che si calcola sulla somma algebrica dei profitti (o “plusvalenze”) e delle perdite (o “minusvalenze”). Dunque vanno sommate tutte le plusvalenze, poi si sommano tutte le minusvalenze e successivamente sommeremo le due somme ottenute. Se l’esito di questa somma finale sarà positivo (e ciò vuol dire in buona sostanza che abbiamo guadagnato), verrà applicata su quell’importo la tassa del 20% mentre se la somma avrà esito negativo (cioè abbiamo perso denaro) non dovremo pagare nessuna imposta ma dovremo comunque dichiarare questa cifra nella dichiarazione dei redditi. Tutti i broker inoltre aiutano i trader facilitando loro il calcolo e mettendo a disposizione degli strumenti per calcolare rapidamente profitti e perdite.

Perché pagare le tasse sui profitti Forex?

Guadagnare con il trading Forex è molto semplice; ci sono trader che guadagnano migliaia di euro al mese grazie alla speculazione nel mercato Forex. Se si usano dei broker stranieri, è vero che l’Agenzia delle Entrate non ha la possibilità di controllare quali sono i vostri profitti; questo però non vuol dire che non dovrete pagare le imposte sui soldi guadagnati perché, prima o poi, utilizzerete quei soldi per comprare dei beni e dovrete comunque giustificare questi acquisti al fisco. Quindi è bene essere sempre in regola, pagare le tasse anche sui guadagni ottenuti con il trading Forex e specificare il tutto nella dichiarazione dei redditi.

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